Simon Larocca

La mia bio

Sono nato nei primi anni ’80 ad Asti, tra le colline delle Langhe, botti di Barolo e tartufi. Sono cresciuto a pane e fumetti e fin da piccolo ho sviluppato una potente passione per la lettura, spaziando dai classici di Jack London alle avventure mozzafiato di Stevenson, approdando infine nei porti letterari di generi molto diversi tra loro. Poe, Lovecraft e i contemporanei King e Gaiman sono gli ‘alfieri’ della mia fantasia.
Scrivo da quando ho imparato a farlo, cercando di imitare gli autori dei libri-game che amavo: creavo storie e personaggi dagli improbabili poteri, spesso caratterizzandoli come eroi senza macchia e senza paura. Ho continuato a sognare, a raccontare storie, anche quando frequentavo il DAMS di Torino, mentre studiavo la storia del Cinema.
Ma poi sono diventato grande. Ho cercato di “mettere la testa a posto” e la fantasia l’ho messa in un angolo, “perché non ti fa fare strada nella vita”, quante volte l’ho sentito ripetere?! Come se volessero a tutti i costi farmelo credere.
Finché… in qualità di esperto e appassionato di retro-gaming e cultura pop, ho iniziato a collaborare attivamente con la casa editrice Progetto Iskandar come correttore di bozze, editor e, qualche volta, anche nelle vesti di scrittore. Con Progetto Iskandar ho pubblicato alcuni racconti che sono raccolti in “Retrovisioni. Racconti di gioco a 8 bit”; ho collaborato alla stesura del racconto collettivo “La minaccia di Appman” e “Ninna nanna, pecore e asteroidi”, scritto a quattro mani con Gianlorenzo Barollo, è anche un ebook scaricabile gratuitamente.

Credo nella Magia della scrittura e nel potere dell’immaginazione.
Credo che un buon racconto, che sia horror, di fantascienza o pregno di avventura, non ha importanza, o un romanzo ben scritto possano riempire certi vuoti.
Credo che leggere aiuti ad affrontare la vita e arricchisca l’anima.
Credo che la letteratura per ragazzi sia un mondo meraviglioso dove poter coinvolgere i giovani d’oggi, e anche quelli di ieri.
Credo che una storia meriti sempre di essere raccontata, finché ci sarà qualcuno, magari come te, disposto ad ascoltarla.

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